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Continua il nostro spazio dedicato alle etichette alimentari, oggi analizzeremo le bacche di Goji.

Le etichette alimentari, per quanto difficili da leggere e comprendere, sono la sola vera garanzia per noi consumatori di potere conoscere il cibo che mangiamo.

Esistono delle regole generali – ne parliamo bene in questo articolo Leggere etichette alimentari: conosci davvero il significato?) – in grado di guidarci verso le giuste scelte senza perderci fra scaffali gremiti di prodotti; tuttavia ogni alimento ha delle specificità che non sempre conosciamo a fondo.

Prendiamo ad esempio le bacche di Goji: oggi se ne parla moltissimo, a differenza di qualche anno fa. E non a caso, perché hanno proprietà così incredibili da essere soprannominate l’elisir di lunga vita.
Crescono negli altipiani asiatici orientali, nelle valli himalayane, in Mongolia e soprattutto in Tibet.

bacche di goji

Le bacche di Goji sono un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese, vengono usate per curare una vasta varietà di disturbi.

Contengono grandi quantità di betacarotene, ferro, minerali (incluso il germanio, efficace contro la lotta ai tumori), 18 aminoacidi , vitamina E, tanta vitamina C, vitamina B1, B2, B6.
Insomma, un super alimento dal gusto dolce e il colore rosso acceso.
A patto che siano vere bacche di Goji, che non subiscano processi di lavorazione non necessari e che siano opportunamente conservate.

Quindi, come riconoscere il prodotto giusto? Come riconoscere la qualità delle bacche di Goji?

Ecco qualche dritta:

La confezione

Un’informazione assolutamente necessaria è che le bacche di Goji temono la luce. Può provocare l’ossidazione del prodotto e creare umidità, facilitando così la proliferazione di batteri e muffe.
Queste bacche sono molto delicate, perciò dovrebbero esser ben conservate e impacchettate per preservare le proprietà nutrizionali.
Idealmente, la confezione va sigillata a più strati coprenti; ma la maggior parte delle bacche in commercio sono imbustate con involucri trasparenti e di plastica, materiale che può in generale contaminare gli alimenti, specie se esposto al calore.

Il prezzo

Mezzo chilo di bacche di Goji biologiche provenienti dal Tibet, raccolte a mano e confezionate in modo adeguato non può sicuramente costare meno di trenta/quaranta euro.
Se non avete intenzione di spendere così tanto, meglio lasciar perdere. Una valida alternativa possono essere mirtilli e ribes, alimenti antiossidanti ricchi di vitamina C e ferro, che sono facilmente reperibili anche freschi.

L’etichetta

Il nome scientifico della pianta è sempre specificato sulla confezione: dobbiamo farci caso perchè esistono due tipi di queste bacche, le Lycium Barbarum e le Lycium Chinense. Lycium Barbarum è la qualità migliore.
Sarà bene valutare anche il luogo di origine: le bacche tibetane sono senza dubbio le migliori, dato che crescono in un paradiso incontaminato.
Controlliamo anche che sia un prodotto biologico: l’uso di pesticidi nella coltivazione di queste bacche è, purtroppo, notevolmente diffuso.
Occhio alla lista dei conservanti: nel caso delle bacche di Goji i più comuni sono i solfiti, indicati con le sigle che vanno da E220 a E228.

Oppure?

… oppure potete provare a coltivarle da soli!

Noi ci abbiamo provato: fioriscono continuamente da Giugno ad Agosto.



bacche di goji


Foto del 2018

I frutti li raccogliamo intorno al mese di luglio.
Unica accortezza: attenti alla provenienza dei semi e al metodo di coltivazione della pianta.

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