Il 29 luglio cadeva l’Earth Overshoot day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse del nostro pianeta di quest’anno

Secondo la Global Footprint Network in questa data abbiamo esaurito le risorse a nostra disposizione per tutto il 2019: la domanda di acqua e cibo ha quindi superato la capacità della terra di rigenerare quelle risorse in 365 giorni.

Ciò significa che a partire dallo scorso lunedì abbiamo cominciato ad utilizzare le risorse delle generazioni future, compromettendo la sicurezza alimentare dei nostri figli.

Non è certo la prima volta che consumiamo più risorse di quelle che la terra riesce a rigenerare in un anno: succede più o meno dagli anni ‘70. Ma è la prima volta che l’Earth Overshoot Day scade tanto presto: nel 2016 la data X era l’8 agosto, mentre nel 1975 era il 28 Novembre.

Sempre più consumi, sempre meno risorse: ne stiamo infatti consumando quasi il doppio; precisamente quest’anno abbiamo utilizzato 1.75 pianeti terra.

Abbiamo solo una Terra: non possiamo usare le risorse di 1.75 pianeti senza che ci siano conseguenze devastanti
Mathis Wackernagel (Fondatore di Global Footprint Network)

Ma la popolazione cresce, e i consumi aumentano troppo velocemente in tutto il mondo.

Le emissioni di CO2 rappresentano il 60% dell’intera Impronta Ecologica dell’uomo. La deforestazione, la desertificazione, la perdita della biodiversità, i cambiamenti climatici, sono solo alcuni degli effetti dell’uso eccessivo delle risorse naturali.

Ridurre le emissioni di anidride carbonica, favorire le energie rinnovabili e consumare meno carne potrebbe spostare in avanti l’Overshoot day di circa 93 giorni.

The Earth Overshoot Day

Come possiamo fare retromarcia e spostare in avanti l’Earth Overshoot Day?

Gran parte dei cambiamenti necessari a posticipare l’esaurimento delle risorse sembra non dipendere da noi comuni mortali. Potremmo pensare che tutto sia nelle mani della grande industria ma in verità sono le nostre abitudini di ogni giorno a decidere le sorti di quella produzione.

Sono sempre le nostre abitudini a decretare il destino del pianeta.

L’alimentazione

Gli allevamenti intensivi contribuiscono notevolmente alla distruzione del pianeta: per ottenere un Kg di carne sono necessari 15 Kg di vegetali e 100.000 litri di acqua.

Non possiamo ignorare inoltre che un terzo dei cereali prodotti nel mondo è destinato al consumo degli animali.
Producono un quinto del gas serra ed hanno ripercussioni anche sulle piogge acide. Senza considerare il fenomeno della deforestazione, necessaria per creare nuovi pascoli.

Si aggiungono poi le deiezioni degli animali ricche di metalli pesanti; ormoni e antibiotici che contaminano le falde acquifere, fertilizzanti e pesticidi che penetrando nel sottosuolo seminando morte.

Se è vero che una dieta vegana può fare tanto, resta valida l’alternativa di ridurre corposamente il consumo di carne e pesce e prediligere quantomeno i piccoli produttori locali e l’agricoltura biologica.

Gli spostamenti quotidiani

Le automobili emettono il 58% dei gas serra

Se le distanze lo consentono, una buona abitudine da adottare è quella di andare a piedi o in bicicletta. Fa bene alla Terra e fa tanto bene anche a noi.

Secondo un’ampia ricerca condotta nel Regno Unito, l’uso abituale della bicicletta per andare al lavoro o a scuola può davvero renderci più felici, più sani, più belli e più magri.

Con una media di 76 calorie in più mediamente consumate al giorno, lo spostamento in bici per i tragitti brevi ci risparmierebbe molte malattie e, su più ampia scala, l’economia nazionale inglese risparmierebbe 11,5 milioni di euro legati all’assenteismo sul posto di lavoro.

L’industria dell’auto subirebbe un calo, è vero, ma circa 87mila persone in più verrebbero impiegate nel processo di produzione di biciclette e accessori.

E per chi invece non può raggiungere il posto di lavoro su due ruote? Beh, c’è il trasporto pubblico!

Voler viaggiare comodi e restare indipendenti è comprensibile.
Siamo portati a credere che l’auto sia un vantaggio, ma ci sono molti fattori che non consideriamo e che però hanno una certa rilevanza.

I treni, gli autobus e i mezzi pubblici in generale sono un’occasione unica per fare quelle cose che in auto non ci è consentito fare: chiamare un amico, sfogliare il giornale, leggere un buon libro e… socializzare!

Il risparmio energetico

Le energie rinnovabili rappresentano un modo efficace per ridurre i cambiamenti climatici. Secondo la Global Footprint Network, la tecnologia ecosostenibile potrebbe posticipare l’Overshoot Day di circa 20 giorni, senza grandi rinunce per quanto riguarda la produttività e le comodità a cui siamo tanto affezionati.

Le abitudini quotidiane

Ciascuno di noi può fare la sua parte governando al meglio l’economia e sostenibilità domestica.
Differenziare con cura i rifiuti, ridurre il consumo di plastica favorendo i prodotti sfusi e biologici, evitare gli sprechi di cibo, acqua, energia, cibo: piccole attenzioni che possono fare una grande differenza.

L’iniziativa personale è importante per la difesa del nostro pianeta e riconoscere i nostri sbagli è una prova d’intelligenza.

Sul sito web di Global Footprint Network è possibile calcolare l’impronta ecologica di ognuno di noi. Sei pronto a scoprire quanto valore ha il tuo impegno personale?

Italia sprecona: siamo al nono posto fra i consumatori indisciplinati delle risorse della terra

In Italia l’Overshoot Day è datato 15 maggio. In sostanza, se tutti gli abitanti della Terra avessero lo stile di vita degli italiani servirebbero 2,6 Pianeti: peccato che invece ce ne sia uno soltanto.

L’allarme italiano è legato in parte alla violenta cementificazione che ha ridotto drasticamente la superficie agricola:

Dal 1956 ad oggi in Italia cemento e asfalto sono aumentati del 500 percento.

Tutto questo ci impone cambiamenti radicali, da mettere in pratica nel più breve tempo possibile.
La politica deve fare la sua parte, ma il debito ecologico è di tutti e tutti dobbiamo risanarlo.

Siamo 7,69 miliardi di persone su questa terra: abbastanza per cambiare il volto di questo pianeta un piccolo gesto per volta.

Occuparsi della terra e delle piante può conferire all’animo una liberazione, una quiete simile a quella della meditazione
H. Hesse