La festa della donna ha una storia vecchia più di 200 anni

La storia della festa delle donne comincia nell’800 con i movimenti femministi in Europa e negli Stati Uniti, quando le donne borghesi, unitamente alle operaie, cominciarono a rivendicare i loro diritti, lottando per cambiare tutte quelle regole dettate da una società patriarcale fondata sul dominio assoluto del sesso maschile.

“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo. L’esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l’uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione”
(dalla dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, Francia 1789).

La festa internazionale della donna, definita anche “Festa della Donna” o “Giornata della Donna”, si celebra sin dal 1909.

Spesso le origini della festa delle donne vengono erroneamente collegate all’incendio divampato nella Cotton, industria tessile americana l’8 marzo 1908, ma in realtà l’idea di una giornata internazionale della donna nasce dal Movimento Internazionale Socialista per denunciare tutto quello che il sesso femminile era costretto a subire: dallo sfruttamento delle operaie, al divario salariale con gli uomini, l’esclusione dal godimento dei diritti politici, il diritto al voto, le discriminazioni sessuali.

Molti lavori venivano peraltro considerati non adatti al sesso femminile dato che la donna era considerata necessaria per procreare, amministrare la famiglia, occuparsi della prole e soddisfare, sostanzialmente, i bisogni maschili.
Le scelte importanti spettavano solo ed esclusivamente all’uomo.

A conti fatti il sesso femminile era considerato inferiore e anche poco intelligente, debole e incapace di studiare e lavorare. Tutte queste privazioni, i divieti e le imposizioni accrebbero in molte donne un tremendo desiderio di ribellione e libertà.

Gli eventi più importanti nella storia delle donne

La prima data importante ci riporta a Stoccarda durante il settimo Congresso della seconda Internazionale socialista. Era il 18 agosto 1907.
Durante questo congresso si discusse della questione femminile e del suffragio universale. Il 26 e il 27 agosto dello stesso anno, con la Conferenza internazionale delle donne socialiste, vide Clara Zetkin eletta segretaria dell’Ufficio di informazione delle donne socialiste.

Alla fine del 1908 il Partito socialista americano decise di dedicare l’ultima domenica del febbraio del 1909 ad una manifestazione per il voto alle donne.La prima “giornata della donna” negli Stati uniti si svolse quindi il 23 febbraio 1909.
A San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le operaie manifestarono per chiedere la fine della guerra.

Quattro anni dopo, per ricordare questo evento, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca, si stabilì che l’8 marzo fosse la Giornata internazionale dell’operaia.

Una mimosa per le donne

In Italia la prima festa della donna porta un’altra data, quella del 12 marzo 1922

A Roma nel 1944 nasce l’Unione Donne Italiane. Le rappresentanti romane dell’Unione Donne Italiane scelsero le mimose per la festa delle donne in quanto fiore stagionale, molto diffuso a Roma e a costo zero.
Fu solo nel 1945 grazie a Togliatti e De Gasperi che finalmente venne concesso alle donne il diritto al voto.

La donna di oggi, moderna, di successo, che trascura la casa e la famiglia in nome della sua realizzazione personale, sembra essere in contraddizione con quello che doveva essere il suo obiettivo principale e cioè quello di affermare la propria identità senza però rinnegare il suo ruolo.

Forse l’errore più grande della donna moderna è quello di voler a tutti i costi assomigliare all’uomo, quello di volerlo sostituire, quello di voler sovvertire i ruoli. Siamo diversi e siamo uguali, abbiamo bisogno di costruire un «noi» capace di collaborare, di ricordare e migliorare.

L’antifemminismo è ancora vivo: molti, troppi, sono ancora gli uomini che faticano ad accettare la perdita di controllo su quelle che sono state le loro donne.

In Italia i delitti compiuti in ambito familiare o femminicidi continuano senza tregua. Dal 2000 a oggi le donne uccise nel nostro Paese sono 3.230, di cui 2.355 sono state vittime della loro stessa famiglia.

Le grandi donne che vogliamo ricordare

  • Maria Montessori nel 1906 spingeva le donne a iscriversi alle liste elettorali; come tutti sappiamo tutte le iscrizioni vennero respinte dalla corte d’appello;
  • Ernestina Prola: la prima donna a cui fu consentito di prendere la patente, ebbe una carriera come pilota grazie al suo coraggio ed alla sua determinazione e grazie all’appoggio del marito;
  • Emma Strada, che nel 1908 si laureò in ingegneria;
  • Teresa Labriola, la prima donna avvocato in Italia;
  • Argentina Altobelli, la prima dirigente sindacale;
  • Carlotta Chierici, eletta al Consiglio Superiore del lavoro.

E ancora: vogliamo ricordare le coraggiose 75.000 donne che aderirono alla resistenza, le 35.000 partigiane, che non hanno avuto riconoscimenti e nessuno ne parla, eppure per anni la loro voglia di giustizia e libertà ha contribuito alla resistenza. Hanno combattuto, sono state torturate, arrestate e uccise.

Starveg.com dedica questo 8 marzo 2020 alla memoria di tutte le donne che hanno lottato, con e senza armi, per liberare l’Italia dal fascismo, e a tutte coloro che con la loro determinazione e tenacia ci hanno permesso di vivere maggiori libertà e diritti sociali.

Nel ricordo di queste grandi donne è doveroso prenderci una pausa per ricordare, per riflettere e per supportare tutte quelle donne nel mondo che purtroppo sono ancora vittime della supremazia del sesso maschile.

Realizza il piatto ideale per questa giornata: Cotolette vegan con seitan e mimose.

Buona festa delle donne 2020!!!